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6 aprile 2009
L’Italiana in Algeri in un harem moderno
Le intelligenti e raffinate idee registiche sono recepite dai cantanti attori con simpatico coinvolgimento e la parte musicale non è da meno per la direzione di Nicoletta Conti che ha impresso all’Orchestra 1813, ridotto ensemble giovanile, ma dai singoli dalla preziosa tecnica, giuste sonorità, eccellenti tempi e i tipici crescendi rossiniani risolti con gusto, per una inusitata compattezza e rilevando sottigliezze e carica vitale della partitura.
Walter Baldasso, Piemontenews.it
22 aprile 2009
Rossi, affascinante showman, a suo agio tra Beatles e Brahms
Grande il successo riscosso dal violista Danilo Rossi, impegnato in un programma per lui desueto, perché imperniato sulla cosiddetta ‘musica di consumo’. […] Frequentando questo tipo di repertorio, Rossi vi si è adeguato, comportandosi come uno showman colorito e stralunato nelle manifestazioni corporee: la sua viola però non ha perso mail il fascino di quel suono caldo, sensuale e comunicativo che gli appartiene. […] Partner ideale di Rossi e dell’ottimo pianista Stefano Bezziccheri è stata l’Orchestra 1813 in gran forma e assai lodata dal carismatico violista.
Maria Terraneo Fonticoli, La Provincia
27 gennaio 2009
Bahrami (quasi ) come Gould. Geniale con qualche difetto.
Il trentaduenne pianista Ramin Bahrami discende direttamente da Glenn Gould (egli stesso lo afferma ): ne ha ereditato il tipo di suono, l’energia ritmica, la penalizzazione discreta, una chiara articolazione digitale ma anche le eccessive poco probabili velocità finali. Soprattutto queste ultime hanno infiammato una platea quasi al completo che ha applaudito ripetutamente provocando due bis sempre di Bach. […] Grande successo, dunque ancorché non sempre noi siamo riusciti a condividere alcune scelte dell’interprete. Sempre di Bach, il terzo Concerto Brandeburgese, all’inizio, è stato interpretato da una tesissima Orchestra 1813 che, in seguito, con più scioltezza, ha accompagnato i due successivi con il solista. Molti applausi anche a palcoscenico deserto.
Maria Terraneo Fonticoli, La Provincia
8 febbraio 2009
Garrett, un concerto da ricordare
Due importanti eventi hanno caratterizzato la domenica in Teatro Sociale: innanzitutto la presentazione (in tardo pomeriggio) del prezioso velario di Alessandro Sanquirico restaurato, seguito, alla sera, da un accattivante concerto che ha previsto la presenza del divo David Garrett, violinista, e dell’Orchestra 1813, solista e accompagnatrice. Concerto connotato da grande eleganza, vuoi per il programma, vuoi per l’interpretazione. David Garrett è stato solista di superiore qualità musicali, maturo e consapevole, tecnicamente agguerrito, ricco di freschezza e slancio giovanili, capace di comunicare la sua ricca interiorità. Uno spontaneo e fluente senso della frase è riuscito a creare un feeling con l’orchestra sicché la 1813 è stata partner sicura ed eccellente. Tre i bis generosamente concessi: Paganini e due Bach. Applausi entusiastici anche a palcoscenico deserto.
Stefano Lamon, La Provincia
31 marzo 2009
Che incanto il Quartetto della Scala
Dosato l’impianto sonoro e d’insieme dei quattro e d’insieme dei quattro che ha favorito sia le limpide, leggere atmosfere effervescenti dei tempi veloci, quanto il pensoso e intimo clima di quello lento. Patri putativi del complesso comasco 1813 Francesco Manara, Pierangelo Negri (violini), Simonide Braconi (viola), Massimo Polidori (cello) hanno coinvolto i loro pupilli nel famoso quartetto La morte e la fanciulla D810 di Schubert che Mahler ha sviluppato per orchestra da camera. I giovani si sono uniti ai mèntori con entusiasmo, dando vita ad una esecuzione ricca di riflessioni morbide e fluenti.
Maria Terraneo Fonticoli, La Provincia
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